In Italia si muore…di lavoro:3 morti in poche ore!

fonte immagine: http://www.dazebao.org/
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Da Rai news:
17 settembre 2016Un operaio, Giacomo Campo, di una ditta
dell’appalto, la Steel Service, è morto in un incidente sul
lavoro avvenuto nel reparto Afo4 dell’Ilva di Taranto. Da una
prima ricostruzione, pare che l’operaio stesse operando sul
nastro trasportatore quando la parte finale di un contrappeso
avrebbe ceduto facendo precipitare un carrello che lo ha
schiacciato.

Un altro operaio ha perso la vita in un incidente
sul lavoro avvenuto in un deposito Atac sulla Roma-Viterbo. La
dinamica dell’incidente, ha fatto sapere Atac in una nota, è in
via di accertamento, ma l’ipotesi è che l”uomo sia rimasto
folgorato dopo essersi recato in officina per una riparazione.
Una terza persona è morta in un incidente sul lavoro avvenuto in
serata nell’agriturismo “Zollia” a Trieste, in località
Samatorza, nella zona del Carso, a ridosso del confine con la
Slovenia. La vittima è rimasta schiacciata mentre lavorava con
una macchina operatrice. L’uomo é morto sul colpo.
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Incidenti-sul-lavoro-due-morti-a-Taranto-e-Roma-ira-di-Mattarella-Inammissibile-7f945914-57fc-486c-9d7f-cf4953dda324.html

Non servono altre parole se non quelle della cronaca! Ormai è scientificamente (purtroppo!) provato che con l’aumento delle produttività. dei contratti precari dovuti al jobs act, la politica di nascosta(ma non poi tanto!) repressione dei sindacati di base alternativi (cobas & usb) additati come piantagrane, il liberismo sfrenato con cui operano le aziende italiane, complici le politiche accomodanti dei vari governi che si sono alternati in questi 2 decenni, sulla gestione ed il controllo delle risorse umane,cioè noi lavoratori, e non per ultimo la cancellazione dell’art.18 (legge sul lavoro ed a tutela sei lavoratori!), sostituita con le cosiddette “tutele crescenti”, sono aumentate le morti sul lavoro e per il lavoro!

La cosa che più ci preme per vivere dignitosamente, cioè il lavoro, quindi, il salario, è divenuto principale motivo di rischio di morte!

Se poi, qualche attivista sindacale di base si prende la briga di denunciare tutto ciò, viene subito messo a tacere, con gli strumenti che lo Stato ( in questo caso deviato, in quanto non persegue gli interessi pubblici e collettivi, ma bensì quelle delle lobbie e delle multinazionali!), e cioè licenziandolo, sospendendolo o trasferendolo in altra sede!

Questa è l’Italia dei giorni nostri! Pubblicamente i nostri politici si fanno la bocca grande con paroloni di “etica democratica”, ma intanto permettono a centinaia di migliaia di lavoratori italiani di lavorare in condizioni precarie, con contratti precari, quasi al limite della mafioseria o di regime fascista!

Questa è la verità che a molti non piace, pronti ad additare questa divulgazione con frasi: “I soliti comunisti!”, o peggio ancora “sovversivi o anarchici”!

Se essere sovversivi è tutelare la propria esistenza allora sì, l’aggettivo è consono, se essere comunisti o peggio ancora anarchici è tutelare la vita degli individui che costituiscono la nostra società, allora sì, questi aggettivi ci stanno tutti dentro! Intanto, loro, i padroni della politica, della finanza, delle forze di controllo di massa, continuano ad ingrassarsi ed a svuotare le casse dello Stato, trasferendo i risparmi degli italiani (Cassa Depositi e Prestiti) nelle mani delle fondazioni bancarie private o peggio ancora direttamente nelle banche private ormai fallite!

Questa è l’Italia! Dove un giovane di belle speranze muore per un contratto precario, o dove una giovane coppia si vede rifiutato un mutuo od un piccolo prestito dalle stesse banche che si sono già riempite le casse con i trasferimenti di capitale statale e cioè pubblico, cioè di tutti noi, ma che non considerano garanzia un contratto di 4 anni o di apprendistato!

L’Italia dei pezzi di carta chiamati”voucher, delle tutele crescenti, l’Italia che fu creata dai partigiani della resistenza della II guerra mondiale per la libertà, il lavoro, la casa, la salute e l’istruzione, eguale per tutti!
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