Meglio gufo che con il paraocchi!Il Pil italiano?Vediamoci chiaro!


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Guardate bene questo grafico! Nel 2007 eravamo appena, appena sopra lo 0, poi fino al 2009 un crollo al -5, e dal 2010 al 2011 un recupero di appena 2 punti circa, ma sempre sotto la soglia dello 0, nel 2012 un ulteriore crollo di -2,3 punti, 2013  -1,9, 2014 ancora ulteriore perdita di -0,3 punti e per il 2015 una risalita di (-) 0.2!

Per il governo, i masmedia di sostegno, le tv di stato, è un ottimo risultato! Stiamo risalendo la china, dicono! Ma la matematica non è una opinione e per chi ha studiato un pò di algebra, un numero negativo è un numero negativo, non è un numero positivo!

Certo, se guardiamo il grafico da un punto di vista di andamento, c’è stato un guadagno di prodotto interno lordo, ma siamo sempre in zona negativa, e da qui non si scappa!

Si gioca con le parole e l’ignoranza, in senso che si ignora l’argomento, degli italiani, si ci fanno campagne elettorali e di propaganda politica su questo modo di interpretare l’economia interna ed il bilancio statale! Sta di fatto che la realtà è cosa triste, in più l’Europa rigetta il piano finanziario italiano ed addirittura si rischia ancora di essere declassati dagli organi competenti! L’Italia sta risalendo la china? Secondo voi è così?

Se preferite pensarlo va bene lo stesso, ma non chiamate gufi coloro che dicono la verità dei fatti!

La correzione del bilancio statale sembra prevedere un incremento di 2/4 miliardi di euro da trovare subito, tramite tagli o tasse o chissà che altro! Vero è che sembra già pronto un decreto legge che taglia la pensione di reversibilità alle povere vedove, ormai molte anziane, riducendole, trasformandole da previdenziali a sociali! Come se il coniuge defunto negli anni che ha lavorato non abbia versato nessun contributo, e come se la coniuge, la moglie o il marito che ha diritto alla pensione di reversibilità stia utilizzando un privilegio! Se allora è così ci si chiede a che pro si continua a versare contributi per una pensione che poi ti sarà declassata a sociale? A che pro versare contributi per poi andartene in pensione qualche mese prima di morire? Non sarebbe più plausibile, allora, ridare ai lavoratori l’intera somma al lordo di contributi? Almeno, intanto che si lavora fino alla morte, ci si gode un pò di più del benessere economico che deriverebbe dal salario, appunto, a lordo da tasse e contributi?

Si sa che queste sono idee che non entrano nella logica di uno Stato che considera il cittadino solo un oggetto da spremere per bene, e se sgarra di un millimetro, perseguirlo, sguinzagliando i dobermann di equitalia e simili, raddoppiando, triplicando, decuplicando, more, pene accessorie, sovrattasse ed altri corbelli pseudo economici di ragion di pseudo stato!

C’era una volta la bella Italia, quella del boom economico, quella dei diritti dei lavoratori, quella dei diritti alla salute, allo studio, alla casa, ma oggi quella bell’Italia non c’è più, ormai è solo un osso con tante iene attorno a rosicchiarlo!

Povera patria!