Due parole con Salvatore Borsellino,su Grasso e Ingroia.

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 Salvatore Borsellino,fratello di Paolo Borsellino
Il caso ha voluto che,questa mattina presto mentre uscivo dall’aereoporto di Malpensa, sul marciapiede esterno delle partenze, vedo da lontano arrivare un uomo distinto,  un viso a me familiare, ma chi è? Mi passa accanto, lo guardo ed un passo dopo mi giro e lo chiamo:
Sig. Borsellino! Che piacere poter stringerle la mano, capisco che magari ha fretta, ma mi permette di farle due domande? Il sig. Salvatore Borsellino annuì senza tentennamenti.Sa, sono anni che, la vedo sempre in prima fila, negli eventi contro la mafia, sempre a lottare per la nostra cultura antimafiosa, mi spiega cosa  è successo nel suo rapporto con Grasso, dato che in rete si leggono e si vedono gli ultimi non piacevoli giudizi nei suoi confronti da parte del neo presidente del senato Grasso.
La sua risposta non in parole, ma in contenuti è in sintesi, diciamo, è stata questa:
Lui, Salvatore Borsellino, era pure daccordo  a votarlo per la presidenza del senato, dato che l’altra scelta era Schifani, a malincuore, ma non c’era scelta, in quanto , secondo Borsellino, pecca un pò di opportunismo, cosa, questa, a cui io ho risposto che è comunque fisiologico nell’essere un funzionario di stato essere un pò carrieristi, comunque, incalzai anche a riguardo Ingroia cosa era successo, bè, qui, lui è stato categorico, ha sbagliato a darsi alla politica, così come ha fatto, non doveva aprire le porte del PD o del M5S, bensì bussare!
Sembrava molto deluso di questa scelta di Inrgoia e che forse preferiva rimanesse ha fare il magistrato.
 Cosa a cui a lavorato più che bene, aggiungo ora io.

Vedendolo un pò sconfortato, mi è venuto spontaneo, fargli presente che i buoni e veri rapporti bisogna recuperarli, cosa necessaria, perchè se in passato il fronte dei movimenti antimafia come libera, addiopizzo,il movimento agende rosse, creava forte  agglomerazione civile e sensibilizzava  in autoconsapevolezza, era grazie anche alla unione di tante personalità della cultura, della società civile, che uniti gridavano lo stesso slogan,  la mafia è morte, morte alla mafia, anche il silenzio uccide, ecc,ecc., e lui,Salvatore Borsellino mi ha salutato con un suo raro sorriso, positivo, ricco di speranze, di volontà,stringendoci la mano, come tra bravi conterranei d’Italia ed in particolare della Sicilia!
Concludo questo post aggiungendo:
“Bisogna ritrovare il filo di lana che si è appena perso tra i grovigli dei gomitoli, ancora non è troppo tardi.”